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Servio Tullio rifonda Roma. Secondo una memoria lasciata a Rasce

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COD: 9788865577196 Categorie: , ,
Autore

Carandini, Andrea

Città editore

Anno di pubblicazione

2026

Dimensioni (cm)

24×17

Editore

ISBN

Legatura

Lingua di pubblicazione

Pagine

80

ill. a colori

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Descrizione

“Roma è stata fondata da Romolo e rifondata da me, Servio, due secoli dopo. Ma fondando e rifondando mai si parte dal nulla! Se avessimo riformato distruggendo, nulla sarebbe rimasto del passato, salvo la tradizione orale, immortale. Ma è costume dei Romani, appreso dalla Natura, promuovere sul proscenio novità relegando nel retroscena vetustà, senza eliminarle. La rifondazione è stata un processo: iniziato con Anco Marcio, sviluppato con Lucio Tarquinio e culminato con me. Le riforme di re Lucio hanno rappresentato solo l’inizio di un progetto di riforma più organico. Per sovvertire l’ordinamento primigenio erano necessari un proseguimento del regno di Lucio che non apparisse tale pur essendolo di fatto, e un uomo in grado di rifondare Roma. L’idea per attuare questo progetto è venuta a Tanaquil e a Lucio dopo la conquista di Corniculum, che al servizio della regina aveva posto Ocrisia: mia madre”. In queste pagine Andrea Carandini immagina una memoria altra dai Commentarii ufficiali, consegnata dal sesto re di Roma al servo etrusco Rasce, raffigurato nel sepolcro di Vulci. Il testo è stato presentato dall’Autore al Ministero della Cultura il 15 settembre 2026 in seguito all’acquisto da parte dello Stato delle pitture della Tomba dei Saties – detta François – a Vulci, le quali dallo scorso mese di luglio sono esposte in modo permanente nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia.

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