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Ludovico e Annibale Carracci. Storie antiche per due camini bolognesi nella collezione Michelangelo Poletti

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COD: 9791254774526 Categorie: , , ,
Autore

Mazza, Angelo

Anno di pubblicazione

2024

Editore

ISBN

Lingua di pubblicazione

Luogo di interesse

Bologna, 2024, Bologna University Press. Cm. 27×23, pp. 80, ill. 30 a colori n.t., br.

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Descrizione

Il recente restauro ha restituito qualità formale e grado di lettura ottimale all’affresco di Ludovico Carracci con “Alessandro Magno e Taide incendiano Persepoli” e a quello di Annibale Carracci con la “Morte di Didone”, che un tempo, prima dello “strappo” di oltre un secolo fa, decoravano le fughe di due camini di palazzo Lucchini in piazza Calderini a Bologna, poi passato alle famiglie Angelelli, Zambeccari e infine Francia Comi; qualità che era stata oscurata da grossolani ritocchi, nel frattempo alterati, e da un generale stato di trascuratezza, oltre che, dal punto di vista critico, dalla circolazione di immagini fuorvianti che riproducono, anziché la superficie degli affreschi, un loro strato sottostante annebbiato e privo di finiture, quasi un palinsesto. A testimoniare la loro importanza stanno, di contro, le testimonianze delle guide antiche della città a partire da “Le pitture di Bologna” di Carlo Cesare Malvasia, edita nel 1686, e soprattutto la trascrizione incisoria secentesca di Giovanni Maria Viani e quelle settecentesche di Carlo Antonio Pisarri incluse in un album con le suggestive immagini dei camini carracceschi tra allegorie, emblemi, soggetti di storia antica e vetero-testamentaria in cui l’elemento naturale del fuoco si declina filosoficamente nella magia dell’antica cultura sapienziale. Rigenerate dall’intervento di restauro, le due opere, pervenute nel 2022 nella collezione di Michelangelo Poletti, vengono per la prima volta esposte insieme in pubblico, dopo decenni di oblio. Se l’affresco di Ludovico fu visibile nella celebre mostra monografica sull’artista
del 1993 curata da Andrea Emiliani, quello di Annibale non ha mai fatto apparizione pubblica, prima della presente occasione.
Il confronto tra i due affreschi databili attorno al 1592 prefigura i diversi destini dei loro autori, che, nel 1595, alla partenza di Annibale per Roma, si separarono definitivamente ponendo termine alla felice collaborazione dalla quale erano scaturiti, con l’apporto di Agostino Carracci, gli affreschi dei palazzi Fava, Magnani e Sampieri: la conversione di Annibale a un aulico classicismo nella revisione dell’audace sperimentalismo degli inizi, il naturalismo narrativo
di Ludovico che segna il tramonto della civiltà manieristica del Cinquecento e rifonda la pittura. Il volume, pubblicato in occasione della mostra presso le Collezioni Comunali d’Arte di Bologna, vanta contributi inediti di Angelo Mazza, Silvia Battistini, Giovanni Brizzi, Paola Bressan e Giovanni Giannelli, mentre gli affreschi sono ampiamenti illustrati dall’album fotografico di Carlo Vannini.

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