Poesia e pittura nel Seicento. Giovan Battista Marino e la «meravigliosa» passione
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| Autore | Russo, Emilio; Tosini, Patrizia; Zezza, Andrea; Tomei, Beatrice |
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| Anno di pubblicazione | 2024 |
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| Lingua di pubblicazione |
Roma, 2024, Officina Libraria. Cm. 28×24, pp. 296, ill. 116 a colori n.t., ril. cartonato
Dopo la stagione dei grandi pittori del Rinascimento, il prestigio delle arti figurative cresce come mai prima nella storia. Nel corso del Cinquecento l’artista passa dall’essere un comune artigiano a ricoprire uno status pari a quello dei maggiori intellettuali del suo tempo. L’inscindibile rapporto tra poesia e pittura si consolida nel Seicento, e diviene stretto, vicendevole, persino competitivo quando artisti e letterati si confrontano con i medesimi temi sull’agone delle arti. In questa cornice gioca un ruolo fondamentale la poesia di Giovan Battista Marino (1569-1625), i cui componimenti vivono di scambi continui con la pittura e la scultura contemporanei. La sua produzione poetica è ricca di suggestioni visive, derivate tanto dal contatto diretto con le collezioni d’arte visitate nel corso della sua vita itinerante, quanto dalla memoria delle immagini dei grandi artisti del passato, a partire dalla Galeria (1620), che proietta sulle pareti di un’immaginaria galleria i nomi degli artisti e le opere d’arte che hanno segnato l’esperienza cortigiana del poeta, pur non tralasciando i numerosi rapporti figurativi dell’Adone (1623) e della Strage de gl’innocenti (1632). Il catalogo è arricchito anche da un’antologia di testi mariniani in dialogo con le opere in mostra, oltre che da numerose tavole a colori.
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