Descrizione
Una monografia ampia e approfondita riscopre la figura di Nanna Ditzel (Copenaghen, 1923-2005), la “Gran dama del design danese” del secondo Novecento, autrice di una ricerca straordinariamente libera e trasversale, che nell’arco di quasi sessant’anni ha spaziato tra gioielli, tessuti, oggetti e interni.
Secondo titolo della nuova collana di Electa per il design, curata da Marco Sammicheli e progettata graficamente da Studio Pupilla, il volume è il risultato di un’attenta ricerca condotta da Megan Dinius de Kalbermatten. Basata su uno stretto confronto con gli eredi, il Nanna Ditzel Design Archive, le aziende e le istituzioni con cui la designer collaborò in diversi contesti internazionali, la ricerca restituisce non soltanto l’ampiezza della sua produzione, ma anche la rete di relazioni, viaggi, incontri e influenze che ne alimentò il lavoro.
I saggi introduttivi ripercorrono l’intera parabola progettuale di Ditzel, dagli esordi nel clima del Danish Modern agli anni londinesi, segnati da una nuova libertà formale e cromatica, fino al ritorno a Copenaghen e alla stagione matura. Ne emerge una designer capace di muoversi con naturalezza fra scale e materiali diversi e di mettere continuamente in discussione convenzioni e archetipi.
Il volume propone anche una panoramica fotografica delle case di Ditzel, luoghi dell’abitare ma anche veri e propri laboratori della sua ricerca, e prosegue con un’ampia selezione illustrata di opere e progetti. Ad arricchire il ritratto della designer, una breve riflessione di Poul Henningsen sul suo interesse per la progettazione destinata all’infanzia, un’intervista del 1979 a Nanna Ditzel e Verner Panton e un contributo sulla riscoperta, da parte di Danh Vo, del tessuto Sisu, progettato nel 1965 e riportato in produzione da Kvadrat nel 2021.
