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Il Piccio su carta

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COD: 9788842226154 Categorie: , , , ,
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Torino, 2024, Allemandi. Cm. 28×24, pp. 128, ill. 181 a colori n.t., br.
Bergamo, gli diede da copiare un’antica incisione riproducente un brano della celebre processione cesarea di Andrea Mantegna oggi a Hampton Court. La rassegna qui documentata, prevalentemente grafica, parte proprio da questa primizia scolastica, prima di saggiare le disinvolte evoluzioni di lapis prodotte negli anni della maturità e oltre. Registrazioni, sempre, di un occhio in bilico tra realtà e mito, di uno stile polarizzato tra obiettività e retaggio della Maniera cinquecentesca. Insieme alla parabola stilistica, viene saggiata la gamma delle modalità esecutive e degli sbocchi fruitivi. Trovano quindi accostamento documenti dal vero (persone, vedute, paesaggi), esemplari di «storia» realmente preparatori di pitture, oppure derivazioni più o meno variate dai suoi «capodopera» installati in chiese o in saloni della buona società lombarda. Per l’ambito condizionato dalla deliberata volontà di esibizione virtuosa (sia nella creazione di getto sia nella conduzione meditata) ricorrono carte entrate originariamente in album o montate sotto vetro. La reputazione del pittore linguisticamente più avanzato del medio Ottocento italiano fa tuttora i conti con tante stucchevoli imitazioni di suoi emuli. La mostra e il catalogo vogliono contribuire alla discriminazione delle mani, con una sezione specificamente concepita, ricorrente a disegni e piccoli oli dovuti alla cerchia. Espediente che, nel contempo, vale a illuminare il contesto. Intorno all’antologia grafica del Piccio, fanno infine da corollario undici suoi capolavori su tela, riuniti allo scopo di collegare a ogni passaggio tecnico del processo figurativo i peculiari valori di forma e contenuto. Ancora, per cogliere intero, nell’immediato, il significato della straordinaria poetica.

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