I macchiaioli. A cura di Francesca Dini e Davide Dotti
Disponibile
Disponibile
Cinisello Balsamo, 2024, Silvana. Cm. 29×24, pp. 239, ill. 115 a colori n.t., br.
Stampato in occasione dell’esposizione di Brescia, presso Palazzo Martinengo, 20 gennaio – 9 giugno 2024.
Nel 1855, a Firenze, nelle fumose stanze del Caffè Michelangiolo, un gruppo di giovani pittori progressisti provenienti da diverse regioni della penisola, si sentirono tutti “toscani” per elezione e per cultura e dettero vita ad un ardente dibattito, dal quale in breve tempo emersero, nello stupore dei compagni più conservatori e ostili al nuovo, i termini “macchia” e “realismo” e la volontà di essere “pittori/artefici del proprio tempo”.
Figli del positivismo, i Macchiaioli – il termine fu coniato dalla stampa del tempo in senso dispregiativo – si sentirono parte di un processo evolutivo che superando le premesse accademico-romantiche della prima metà del secolo si era incamminato sulla via della realtà e della luce.
Così, a Firenze, tra il 1855 e il 1870 i Macchiaioli dettero vita ad una originale avanguardia artistica, scrivendo una delle pagine più alte della storia dell’arte europea del XIX secolo. Cento opere – per lo più capolavori – provenienti da raccolte private e da importanti istituzioni museali raccontano la nascita e l’affermazione del movimento e per la prima volta storicizzano la “mutazione” della macchia in senso naturalista attuata dopo il 1870 dai Macchiaioli di seconda generazione, attraverso lo stretto dialogo intrapreso con i critici militanti del tempo, da Diego Martelli a Ferdinando Martini.
Saggi di Andrea Baldinotti, Stefano Bosi, Francesca Dini, Davide Dotti, Elena Marconi, Chiara Stefani, Eugenia Querci
Disponibile














