Descrizione
Non è facile identificare la posizione di Silvio Cosini all’interno di una cultura figurativa che a Firenze, nei primi decenni del Cinquecento, è contrassegnata da diverse forme di eclettismo; quello professionale e dunque meno problematico, tendente a soddisfare diversi orientamenti del gusto, a salvare la tradizione pur con tocchi di aggiornamento rispetto alle novità degli anni di passaggio fra i due secoli, cioè le dirompenti proposte di Michelangelo, le alternative vinciane, affidate prevalentemente a disegni e cartoni, le soluzioni imperniate sulla medietas, che solo una personalità eccezionale come il giovane Raffaello poteva perseguire senza cadute. E poi l’altro eclettismo, quello intellettuale legato a contingenze storiche ma anche a predisposizioni mentali, che segue vie più sofferte e difficili sperimentando tangenze fra plastica e pittura, e incrociando, a seconda dei casi, apporti veneti e lombardi, emiliani e toscani, romani o transalpini. Si aggiunga che la circolazione degli artisti è fitta e diramata, specie per gli scultori, convergenti a Carrara e dintorni per ispezionare e cavar marmo, e a Roma, dove il richiamo della statuaria antica cresceva di anno in anno con l’incremento e la fama dei ritrovamenti; comportando tutto ciò la diffusione di quel che poteva formularsi e fissarsi in forma grafica: copie, schizzi, studi, e ricostruzioni di fantasia di edifici, monumenti, frammenti archeologici.





![L'onestà dell'invenzione. Pittura della riforma cattolica agli Uffizi [senza sovraccoperta]](https://artlibri.it/wp-content/uploads/2026/05/i__id602_mw600__1x-267x300.jpg)


![Giovanni Gasparro. Passioni in campo [con firma dell'autore]](https://artlibri.it/wp-content/uploads/2026/05/9788833404684-al-258x300.jpg)





