Descrizione
La dispersione del patrimonio librario, il radicale cambiamento subito dai palazzi nobiliari e la parcellizzazione delle ricche raccolte di opere d’arte che dialogavano nello spazio culturale delle librarie ha reso estremamente complesso comprendere lo stretto rapporto esistente tra sapere letterario, collezionismo e produzione artistica nella Genova del XVI e del XVII secolo. A partire dalla rilettura dei documenti, sino a giungere alla comprensione, del tutto nuova, delle opere che adornavano le sale di alcune delle più importanti biblioteche tra Cinque e Seicento a Genova, questo studio mira a dimostrare tramite una rigida metodologia di ricerca storico-artistica e archivistico-documentaria come tutti gli esiti materiali – libri, dipinti e statue – di un unico contesto culturale siano tra loro inscindibili e debitori di reciproche e importanti influenze. La scelta poi di analizzare alcuni suggestivi casi-studio come il Palazzo Imperiale di Campetto, affrescato dal Cambiaso per volontà di Vincenzo Imperiale; il grande Salone degli Esercizi Letterari del Collegio della Compagnia di Gesù, la cui iconografia ancora necessitava di una univoca chiave interpretativa e la formazione culturale e letteraria di un artista straordinario come Gio. Benedetto Castiglione, permette di comprendere come la metodologia adottata possa condurre ad alcuni esiti ricchi di spunti interessanti per le necassarie future ricerche, mettendo al contempo a disposizione degli studiosi un materiale prezioso come le trascrizioni integrali dei principali inventari di raccolte librarie genovesi tra XVI e XVII secolo.














