Descrizione
Attraverso un’accurata indagine archivistica, condotta tra le carte della Fondazione di Studi di Storia dell’Arte “Roberto Longhi” e gli incartamenti del Museo di Capodimonte, il libro restituisce il ruolo centrale svolto da Roberto Longhi come vero orchestratore dell’iniziativa, diretta poi da Bruno Molajoli. Attorno al noto conoscitore si raccolse una generazione di studiosi allora giovanissimi – tra cui Giuliano Briganti, Federico Zeri, Ferdinando Bologna e Raffaello Causa – che proprio in quel contesto misero a punto gli strumenti interpretativi per leggere la maniera cinquecentesca come fenomeno complesso e innovativo.
Rileggendo cataloghi, corrispondenze e testi nati all’ombra di quell’esperienza – da “Roviale Spagnolo” a “La maniera italiana” – il volume chiarisce come la mostra del 1952 abbia agito da catalizzatore per una stagione di studi destinata a ridefinire la fortuna critica del manierismo. “La serra sceltissima” di opere allestita a Napoli,
per utilizzare le parole di Longhi nella sua nota recensione, diventa allora metafora anche di un ambiente intellettuale fertile, in cui idee, confronti e divergenze produssero frutti duraturi, ancora oggi fondamentali per l’avanzare degli studi.














