Descrizione
Quattro secoli fa, il pubblico di Caravaggio era consapevolmente partecipe di un gioco artistico di cui conosceva le regole: sapeva che la percezione visva era strumentale al fine di creare una visione interiore. L’arte di Caravaggio era al servizio di un pubblico colto, in grado – almeno in teoria – di unire la propria conoscenza a un atteggiamento morale ancora radicato nei precetti cristiani. Il presente volume ricostruisce la rete di rapporti tra immagini dipinte e parola biblica, tra arte e predicazione religiosa, anche alla luce della letteratura devozionale del Cinquecento e del Seicento.














