Le trecce di Faustina. Acconciature, donne e potere nel Rinascimento. A cura di Vincenzo Farinella
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| Anno di pubblicazione | 2023 |
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Milano, 2023, Skira. Cm. 28×24, pp. 264, ill. 150 a colori n.t., br.
Catalogo della mostra di Vicenza, presso Gallerie D’italia, 13 dicembre 2023 – 7 aprile 2024
Le trecce di Faustina affronta per la prima volta con taglio monografico un aspetto fondamentale dellarte, della cultura, della società e degli studi antiquari del Rinascimento: le acconciature femminili. Attraverso una selezione di opere ad ampio raggio dai busti imperiali a quelli rinascimentali, dai quadri alle sculture, dalle antiche monete alle medaglie moderne, dai disegni ai volumi a stampa (con una appendice finale neoclassica) viene ricostruito il mondo affascinante e complesso delle capigliature del Quattro e Cinquecento, nonché le possibilità artistiche che hanno offerto e la loro importanza nella società e nella moda italiana.
Il titolo richiama una delle acconciature più spettacolari e famose, quella dellimperatrice Faustina Maggiore, moglie di Antonino Pio, divenuta simbolo di concordia e amore coniugale. Il suo busto, presente nelle più celebri raccolte antiquarie rinascimentali (sia di artisti come Lorenzo Ghiberti e Andrea Mantegna, sia di committenti come Lorenzo il Magnifico e Isabella dEste), divenne un celebrato modello artistico e numerose copie e rielaborazioni diedero grande visibilità alleccentrica capigliatura che finì per essere adottata da moltissime donne.
Il percorso si snoda attraverso sei sezioni: la prima rivela la grande varietà di acconciature imperiali antiche e documenta il ruolo chiave degli studi antiquari nell’Italia del Rinascimento per la ripresa di alcuni modelli, primo fra tutti quello di Faustina Maggiore; la seconda riproduce la tensione rinascimentale tra i moniti rivolti alle donne per tenere i capelli ben legati e in ordine e il desiderio di scioglierli; la terza propone un confronto con le acconciature maschili, prodotto del recupero di modelli classici combinati con sensibilità più moderne; la quarta riscopre le possibilità creative che i grandi maestri rinascimentali hanno saputo dare alla rappresentazione dei capelli; la quinta sezione considera le pettinature come testimonianza della nuova visibilità della donna in società; la sesta documenta infine come l’acconciatura di Faustina abbia continuato a esercitare grande fascino anche in ambito neoclassico, in particolare nella ritrattistica di Antonio Canova.
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