Descrizione
Giovanni Zannacchini (1884-1939), pittore e incisore, protagonista dell’innovativa stagione del caffè Bardi e in seguito della più allineata parentesi del “Gruppo Labronico”, è tra i pochi a Livorno a presentire le ragioni innovative del Novecento italiano. Maestro raffinato delle tecniche inicsorie, abilmente e sinteticamente trasposte anche nel suo ductus pittorico, ma anche dell’acquerello, Zannacchini fu accostato dal collega Gastone Razzaguta ai pittori giapponesi per la sua aristocratica sensibilità cromatica. La fortuna espositiva dell’artista dilagò tra Livorno e l’Europa, dalle rassegne cioè del “Gruppo Labronico” e delle Sindacali Livornesi, fino alle Biennali di Venezia, le quadriennali di Roma, ma anche palcoscenici di più ampio respiro, quali l’Esposizione di Incisione Italiana a Londra e l’Esposizione Internazionale di Atene, a confermare il tenore innovativo della formula elaborata dall’artista, basata essenzialmente sulla sintesi del tratto disegnativo, calibrato sulla prediletta produzione dei Primitivi.














